Quando scadono gli assegni?

QUANDO SCADONO GLI ASSEGNI?

Accade frequentemente che il pagamento di un’attività lavorativa svolta avvenga mediante la consegna di un assegno.

Si tratta di un mezzo di pagamento alternativo al contante riservato a chi detiene un conto in banca. In sostanza, il soggetto beneficiario (indicato nell’assegno) vanta un credito nei confronti di chi lo ha emesso.

Andiamo con ordine.

Le due grandi categorie tra le quali distinguiamo sono: assegno bancario o assegno circolare.

QUALI DIFFERENZE?

Con l’assegno bancario il titolare di un rapporto di conto corrente ordina sostanzialmente alla propria banca di prelevare denaro dal proprio conto e di effettuare un pagamento in favore del beneficiario.

L’assegno circolare è, invece, un titolo di credito definito “a vista” (significa pagabile all’atto della presentazione), con il quale la banca emittente garantisce di pagare la somma di denaro indicata sull’assegno.

La grande differenza tra le due categorie sta nel fatto che, nel caso di assegno circolare, il rilascio è legato all’aver depositato anticipatamente in banca la somma dell’assegno circolare richiesto. In genere, l’emissione avviene in seguito all’addebito sul proprio conto corrente della somma, ma non è indispensabile un rapporto di conto corrente su cui l’assegno si appoggi.

Analizzando quanto fin qui scritto, appare evidente un’altra grande differenza, ossia che l’assegno circolare è un titolo di credito sicuro, perché la banca lo emette solo dopo aver ricevuto la somma indicata. Quindi, non c’è pericolo che un assegno circolare risulti scoperto.

ENTRO QUANDO DEVO INCASSARLO?

In merito agli assegni circolari, il diritto a ottenere il pagamento contro l’emittente istituto bancario si prescrive nel termine di tre anni dall’emissione. Una volta trascorso il termine triennale, il beneficiario non potrà più ottenere il pagamento dell’assegno.

Per quanto riguarda, invece, l’assegno bancario, i tempi per la sua riscossione sono fissati in 8 giorni dalla data di emissione, se il titolo è stato emesso su piazza (stesso Comune di riscossione), e entro 15 giorni, se emesso fuori piazza (Comune di riscossione differente). Queste tempistiche si allungano fino a 20 o 60 giorni se l’assegno sarà incassato, rispettivamente, in un paese europeo o extra-europeo.

COSA SUCCEDE SE SCADE L’ASSEGNO?

Scaduti questi termini, chi ha emesso l’assegno ha la possibilità di ordinare alla Banca di non pagare più l’assegno (ATTENZIONE, NON E’ L’ASSEGNO A PRESCRIVERSI MA IL DIRITTO DI CREDITO CHE RAPPRESENTA!!!)

Quindi??

Nulla è perduto, perché anche se scadono i termini per l’incasso dell’assegno, il diritto di credito rimane in piedi.

COSA FARE IN QUESTI CASI

L’assegno, oltre a essere un ordine della banca, è anche un TITOLO ESECUTIVO, che conferisce al creditore la possibilità di agire nei confronti del debitore fino a giungere al pignoramento senza chiedere preventivamente l’intervento di un giudice.

Anche in questo caso, però, abbiamo un scadenza che è di 6 mesi dal decorso del termine degli 8 giorni o 15 giorni successivi all’emissione dell’assegno.

CHE SUCCEDE DOPO 6 MESI DALL’EMISSIONE DELL’ASSEGNO?

Dopo 6 mesi dall’emissione dell’assegno questo non è più titolo esecutivo e il creditore che non abbia ottenuto il pagamento non potrà agire più, solo con l’assegno, attraverso un pignoramento.

FINITA QUI? ASSOLUTAMENTE NO!!

Anche in questo caso nulla è compromesso, perché l’assegno rimane una promessa di pagamento e il creditore dovrà agire richiedendo un decreto ingiuntivo al Tribunale (il termine massimo consentito in questo caso sarà di 10 anni dall’emissione dell’assegno), con tempi evidentemente più lunghi.

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